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Il Damasco Forgiato

Il damasco ha un'anima propria, una storia che si perde nei secoli e ci avvicina silenziosamente ai popoli nomadi dell'antica Europa, ai Celti, ai Longobardi, ai Vichinghi, che forgiavano splendidde lame per i loro guerrieri e i loro principi.



E' questa l'anima che cerco nelle lame che forgio, che sprigioni il suo caldo fascino, la sua personalità, il suo calore e il suo carattere.

Clicca qui per vedere la galleria delle lame damascate.

La forgiatura del Damasco

Il fuoco, con l'incudine e il martello, è lo strumento fondamentale per la realizzazione del damasco. Il “pacchetto” predisposto viene portato a temperatura oltre i 1200° per la prima saldatura, la più delicata.

Clicca sulla fotografia per l'ingradimento.

Fatta la prima saldatura il pezzo viene “tirato” col maglio o a martello fino a raggiungere il doppio circa della sua lunghezza.

A questo punto viene inciso profondamente a metà della lunghezza per realizzare prima “piega”, che porta al raddoppio degli strati.

L'aggiunta di un po' di borace faciliterà la saldatura e aiuterà l'eliminazione delle scorie.

 

A questo punto, ripiegato il pezzo su sé stesso, per effettuare un'altra saldatura a calore.
Dopo averlo riportato a temperatura giusta, si salda aiutandosi delicatamente col martello, per proseguire poi col maglio.

Il pezzo viene di nuovo allungato, ripetutamente fino al raggiungimento del numero di strati richiesto, per essere di nuovo saldato.

 

Secondo il disegno che si vuole realizzare, si può effettuare la torcitura, per avere il damasco ritorto.

 

In occasione delle dimostrazioni di forgia del gruppo dei Coltellinai Forgiatori Bergamaschi, si accompagna il lavoro della forgiatura con spiegazioni, perché il pubblico possa seguire e comprendere le varie fasi della lavorazione (Scarperia 2003)

 

Foto ricordo, con il Sindaco di Scaperia, dopo il primo incontro di forgiatura nel 2003.



Galizzi Flavio, Coltellinai Forgiatori Bergamaschi.
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